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Avatar di Riccardo D'Uggento

Quella domanda finale, se un ricordo raccontato mille volte resti vero o diventi qualcos'altro, mi accompagna da quando ho iniziato a scrivere di mio nonno che cantava sotto le stelle in campagna, senza microfono, senza pubblico, solo per il gusto di farlo. Non so più con certezza cosa ricordo davvero di quelle sere e cosa ho costruito raccontandole io, nel tempo. Forse la differenza, alla fine, conta meno di quanto temiamo. Il bambino in pigiama sul palco a cantare Papaveri e Papere è vero comunque, anche se la memoria l'ha un po' romanzato — perché quella scelta, di salire lì senza che nessuno gliel'avesse chiesto, dice qualcosa di te che nessuna verifica dei fatti potrebbe smentire.

"Le canzoni sono macchine del tempo, ma tu rimani qui", bellissima.

Avatar di Elvira Grilli

Infatti mi sono sempre chiesta il perché di questo pudore

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Assolutamente, procediamo.